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giovedì 5 febbraio 2015

1 Parco




Ecco il primo punto del mio programma. Un parco enorme nel centro della città, al posto di questi campi. Un polmone verde per le famiglie. Sarà il nostro Central Park, come a New York. Soltanto più piccolo, proporzionato alla nostra piccola città. Una città senza un grande cuore verde non farà mai il salto di qualità. Qui siamo in Tassina, la parte più vicina all’Adigetto. A un passo da via Sacro Cuore. Ci abitano centinaia di famiglie. E sull’argine c’è la pista ciclabile, la più lunga, quella che arriva fino alla stazione dei treni e a Boara da una parte e a che prosegue fino a San Sisto dall’altra. Le mamme potranno portare i bambini in bicicletta. I giovani in primavera e d’estate ci andranno a leggere, a rilassarsi e a prendere il sole togliendosi le scarpe. Un’oasi senza auto e motorini. Ci sono ottime possibilità di avere le piante gratis. Vanno fatti i progetti, con serietà. E se si fa presto non serviranno molti anni per avere una vegetazione rigogliosa.
Basta domeniche al centro commerciale. Restiamo in città, in mezzo al verde. Non si mette in moto l’automobile, si sale in sella alla bici. In poche pedalate si arriva da tutta la città. E magari ci sarà chi mangia all’aperto, stendendo le coperte.

Qui, tra l’Adigetto e l’inizio delle case della Tassina nuova ci sono due pezzi di terra grandi, sono ancora coltivati. I proprietari saranno anni che aspettano che quei terreni diventino edificabili. Ma un sindaco che ha a cuore la propria città non lo consente. Va a parlare con loro e torva la giusta contropartita, che metta d’accordo tutti. Alla città serve un grande parco, in pieno centro. E questo luogo è l’ultima occasione per averne uno. Salvare un angolo di quiete dalla speculazione edilizia è un obbligo morale. Serve ragionevolezza da parte di tutti. Le norme per arrivare a questo meraviglioso risultato ci sono. Basta usarle pensando al futuro dei nostri figli e non agli interessi di pochi.

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