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giovedì 5 febbraio 2015

Per fare tutto ci vuole un seme



Il parco non può certo nascere dalla sera alla mattina. Ma si può fare. I passaggi sono diversi. Il primo è urbanistico, ed è tutto nelle mani del consiglio comunale. Quell’area va fatta diventare parco. Poi si parla di contropartite con i proprietari. Nella migliore delle ipotesi nessuno scuce un soldo e anche i privati se ne vanno contenti. Posso svelare tutte le mie carte a quattro mesi dalle elezioni?

Per il resto, la gente chiede lavoro. Questa è la priorità nazionale. Ma proprio perché io non voglio prenderla in giro, non dirò mai che al primo punto del mio programma ci sono ‘i posti di lavoro’. Perché il Comune non è un’agenzia interinale. Non crea posti di lavoro. E da me non sentirete neanche mai la filastrocca: ‘Crea le condizioni per attrarre gli investimenti’. Questo è offrire aspettative sbagliate. Quando ci hanno provato in passato, i Comuni, hanno creato dei mostri come il Censer e la macroarea di Villamarzana. Buoni per i fallimenti in Tribunale.

Non sono un candidato sindaco che offre posti di lavoro sfruttando la disperazione della crisi.

Anche la fame nel mondo è una priorità. Ma dirlo in campagna elettorale a Rovigo è ridicolo. Certo, non vanno perse le opportunità che ci sono. Patto dei sindaci, bandi europei. Ma questa è un’ovvietà .

Per quanto riguarda tutti i tagli al sociale della giunta Piva elencati da Masin, devo dire due cose.

La prima è che quando si parla di tagliare i salario accessorio ai dirigenti, azzerare i premi legati ad obiettivi ridicoli, Masin non è mai stato al mio fianco. Lui i dirigenti li stima e li apprezza tutti . Io no, perché in questi anni hanno avuto retribuzioni esagerate ed offensive proprio nei confronti di quei cittadini che hanno bisogno del nuoto per i disabili, del trasporto per i disabili e del resto. Io, non solo ho intenzione di non mettere a bilancio soldi per il salario accessorio, proprio perché ce ne sono pochi e abbiamo altre priorità. Ma voglio anche mettere le mani sul resto. I minimi del loro contratto nazionale sono ampiamente superati. Sono convinta ci siano margini di risparmio. E sono convinta che Masin ancora una volta non sarà al mio fianco in questa battaglia.

La seconda è più cruda ma altrettanto vera. Proprio perché alla gente che ha fame non si danno le brioche. Il Comune non può diventare la mensa della Caritas. Quello che paga le bollette a chi non ce la fa. Perché sono in tanti. Si rischia di premiare solo chi ha il coraggio di andare a piangere a palazzo Nodari. E se diventano ancora di più, non possiamo certo rinunciare a fare la manutenzione sui marciapiedi per dare contributi a fondo perduto. E’ una spirale nella quale non possiamo cadere. Come dice il professor Zamagni occorre creare dei circoli virtuosi in cui il sociale è in contatto con la cultura , lo sport, il turismo, l’ambiente, non spargere denaro ai professionisti dell’elemosina. Non è il ruolo del Comune. Non beneficenza ma possibilità di usare le mani , anche per tagliare l’erba al parco, ricevendo un compenso in cambio.

1 commento:

  1. ti stimo molto, mi auguro che tu ce la faccia!
    forza e avanti cosi'!

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