Deux jours, une nuit - fratelli Dardenne
Scegliete tra: un bonus per pochi con un licenziamento o lavorare tutti senza bonus. Questo l'incipit di un film che uscirà a novembre in Italia, presentato a Cannes 2014.
Ecco la recensione di Gabriele Capolino.
Sandra ha appena scoperto che i colleghi, attraverso un voto, hanno deciso che dovrà essere licenziata per poter avere un bonus salariale annuale di 1000 euro. Si dice che uno dei suoi capi abbia messo in giro la voce che, se una persona verrà licenziata, si potrà dare questo aumento del salario a tutti quanti, e lei è la persona migliore da mandare a casa visti i postumi della depressione che l'ha colpita di recente.
Sandra decide così con l'aiuto di una collega di indire un nuovo voto segreto per lunedì mattina. Ha quindi un solo weekend di tempo (due giorni e una notte, appunto) per convincere i colleghi dell'azienda a rinunciare ai loro bonus: solo così lei potrà mantenere il proprio posto di lavoro. Al suo fianco troverà ovviamente l'aiuto del marito, ma è lei da sola che dovrà confrontarsi coi suoi 16 colleghi...
Quando Sandra incontra il secondo collega, Timur, costui commosso accetta di votare a suo favore. Quasi un "miracolo" che le ridona speranza. Appena finito di parlare con l'uomo, la donna si allontana e la vediamo per la prima volta finalmente sciolta. Le ritorna il sorriso e le si illuminano gli occhi. Cambia anche il suo modo di camminare: è il tipico momento in cui una persona, dopo ore o giorni di angoscia e tensione, riacquista per la prima volta fiducia in sé stessa e nel destino. Quasi si dicesse da sola che sì, ce la può fare e che tutto potrebbe pure finire bene.
Il percorso tuttavia è tortuoso, ed è una lotta continua e stressante in bilico tra umiliazione e tentativi di non cadere nel patetico. Una situazione umana che coinvolge tutti i colleghi, che chi più chi meno ha motivi a prima vista "validi" per mantenersi stretto il bonus salariale. Praticamente tutti le fanno una prima domanda comune, appena inizia il confronto: "Quanti hanno già accettato?", domanda che serve innanzitutto per sciogliere l'imbarazzo iniziale e mostrarsi un minimo interessati alla causa, pur se molti una scelta l'hanno ben fatta e non sono pronti a tirarsi indietro.
"Non ho votato contro di te, ho votato per il mio bonus", le dice un collega. C'è anche chi non vuole manco incontrarla di persona, come Nadine, che Sandra pensava fosse un'amica e invece fa rispondere al citofono il figlioletto facendo finta di non essere a casa. Deux Jours, Une Nuit è davvero un film potente e umanissimo, che ha una tensione interna sottile e sempre presente, e che porta ad una parte finale clamorosa.
La questione morale è in ogni cosa che facciamo.
Un film da vedere.
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