Oggi il Consiglio Comunale ha approvato all'unanimità la relazione della Commissione da me presieduta sull'alienazione della Piscina Baldetti. UNANIMITA'.
Riassumo. Ho detto in breve qual è il nodo della questione:
il ritardo nella cessione dell’area Baldetti
ha causato l’applicazione della penale e la condanna ad un pagamento in
denaro . Ho detto della sentenza del lodo arbitrale di aprile 2014 che ci
obbliga a pagare un milione e 400 mila euro. Ho spiegato in breve le due
questioni tecniche che hanno assorbito energie ad amministratori e funzionari
comunali per diverso tempo.
non si poteva a
maggio 2010 cedere immediatamente la Piscina Baldetti e successivamente approvare ill PUA e fare il
versamento dell’iva ? Per andare
dal notaio a cedere l’area Baldetti era necessaria l’approvazione del Pua e il
versamento dell’IVA?
Proposta al Consiglio Comunale:
A maggio 2013 Verbale accesso
Guardia di Finanza per un fascicolo aperto dalla Procura della Repubblica. Per tale motivo si ritiene che il lavoro
effettuato dai commissari, sia la presente
relazione sia le audizioni verbalizzate,
che i documenti allegati venga trasmessa alle autorità competenti:
-
Procura Corte
dei Conti
-
Procura
della Repubblica
non è quello individuare eventuali colpevoli di questa situazione, non
è il castigo e la pena che spetta ad altri deputati dalla legge.
Abbiamo voluto
indagare le cause di questo contenzioso per cercare che questo non succeda più
in futuro.
Vogliamo contribuire a fare chiarezza su di una vicenda
che rischia di penalizzare i cittadini che ci hanno eletti per amministrare il
comune al meglio delle nostre possibilità.
Siamo convinti che
chi amministra il bene pubblico, consiglieri, assessori e dirigenti e
dipendenti ciascuno nel suo ruolo devono avere la massima diligenza nello
svolgere le proprie mansioni in rappresentanza di un Ente cioè di un insieme di
cittadini. La finalità e’ stata quella di evitare che in futuro avvengano nuovi
casi Baldetti .
E adesso è il momento delle considerazioni politiche che faccio non in quanto Presidente ma a titolo puramente personale.
Abbiamo visto nascere un contenzioso da un contratto di
importo notevole e dalla natura tecnica
complessa. Una convenzione che, a distanza di sette anni
dall’approvazione da parte del consiglio, gli stessi dirigenti che hanno
contribuito a farla approvare dandone parere FAVOREVOLE dimostrano nelle audizioni effettuate difficoltà nella ricostruzione dei
fatti, è qualcosa che stride fortemente
con l’idea di buona amministrazione.
Nessuna traccia scritta di nessun dirigente richieste di
togliere quella penale. E una volta avuto l’atto di collaudo anziche’
notificare la nostra volontà di andare subito dal notaio a cedere abbiamo
iniziato una serie di trattative coi privati , in uno stato di non parità,
quasi come fossimo ricattabili.
Tutti ricattabili, ogni volta in consiglio i consiglieri col
mal di pancia a votare Pua e stanziamenti iva perché sennò arriva la penale. I
consiglieri sempre puntuali e ubbidienti a votare ma la penale è arrivata lo
stesso.
Quanto ha contato per quei 14 consiglieri che hanno
approvato il project e la convenzione nel 2005 il PARERE FAVOREVOLE di due
dirigenti del Comune ?
Ufficio tecnico opere pubbliche e ragioneria?
Quanti l’avrebbero votata senza quel parere tecnico
favorevole?
Siamo consiglieri comunali. E per le decisioni che prendiamo
non possiamo avere tutte le competenze , nessuno di noi sa tutto. E ci dobbiamo
fidare. Abbiamo idee politiche , ma dal
punto di vista tecnico ci fidiamo dei Dirigenti.
E’ stato uno sbaglio votare quella PENALE.
Più volte è sembrato capire che un contratto da oltre dieci
milioni di euro fosse gestito interamente da un'unica persona, come se quel contratto
non avesse riflessi dirompenti in tutti gli altri settori del Comune, come
fosse un ramo staccato dalla pianta.
Purtroppo quel ramo ha dato un frutto velenoso.
Ma quello che NON emerge dalla sbobinatura delle audizioni,
a parte il dibattito partecipato dei
commissari , SONO I SILENZI. LE NON RISPOSTE. O risposte del tipo “ non me ne
occupavo io” . Quello che è stato il mio personale sentore è la mancanza di processi organizzativi negli uffici,
nell’assegnazione di compiti e nei passaggi di consegne.
Detto questo, ciò che emerge chiaramente è la situazione, a
mio avviso drammatica, nella quale versa la pubblica amministrazione italiana.
Questo caso rodigino potrebbe essere portato come esempio di scuola.
E questo perché? Per colpa loro? No. Sicuramente non per
colpa loro.
Per colpa di chi? Molti avrebbero desiderato un nome e
cognome come risultato della Commissione , ma non spetta a noi . Al momento non
vi è nessun colpevole. E potrebbero non essercene mai. Per diverse ragioni.
Come illustrava la dott.ssa Targa
all’audizione un dirigente è colpevole solo se si dimostra colpa grave e
cioè un’inescusabile negligenza , dall’assenza di un minimo di diligenza.
Secondo me nessuno ha voluto cagionare volontariamente un
danno all’Ente.
Ma se dopo questo iter
disastroso non prevediamo delle
correzioni, compiere una seconda volta lo stesso errore diventa inescusabile e
doloso.
Ma al di là della volontarietà c’è una condanna ad un
pagamento . Chi vi farà fronte? I 14 consiglieri che quel giorno avevano preso
60 € lordi?
Ai dirigenti, in tutti questi anni sono stati distribuiti
premi. Ognuno di loro è costato 100mila euro all’ente, ogni anno. Alcuni anni
di più. Anche l’avvocatura civica è lautamente retribuita. Per non parlare dei
segretari generali, abbondantemente sopra i 100mila euro l'anno.
Gli assessori a tempo pieno prendono uno stipendio normale,
da impiegati. Per non parlare dei consiglieri comunali, che di fatto fanno
volontariato. La retribuzione dei dirigenti è così alta proprio perché, in
teoria, il loro ruolo dovrebbe essere carico di responsabilità. La
responsabilità dovrebbe essere proporzionale alla retribuzione. Oggi c’è un
milione e 400mila euro da pagare. Però a mettere la mano nei portafogli saranno
solo i cittadini di Rovigo.
Questa complicata vicenda locale , si apre a considerazioni
in campo nazionale, come l’assenza di chiarezza sulla distribuzione di ruoli,
competenze e responsabilità sembra un vuoto normativo volontario per tutelare
oltremodo le figure apicali della pubblica amministrazione, a tutti i livelli,
in un rapporto malato tra politici e dirigenti a partire da Roma.
L’organizzazione di questo Ente e di altri enti pubblici fa
riformata, e si riforma partendo dal merito e dalla motivazione, dall’onore di essere dipendenti del Comune.
Non deve essere una condizione da tenere nascosta , ma un vanto. Faccio parte
di un amministrazione che gestisce al meglio la mia città, e non trascuro nulla dalla mansione di
portineria al segretario generale. Qualsiasi criterio di gestione del personale
dell’Ente che si discosti dalla meritocrazia crea danni immensi, economici e
umani.
Dove ai compensi corrispondano davvero le responsabilità,
immediate, chiare. Non è in nostro potere farlo, qui, adesso. Ma è anche qui e
adesso che dobbiamo renderci conto di questa necessità. Lo dobbiamo ai
cittadini che ci hanno votato. Quelli che sborseranno un milione e 400mila
euro, senza alcuna colpa.
PRIMO LEVI intervista di Philip Roth
Ma ad Auschwitz ho notato spesso un fenomeno curioso: il bisogno
del “lavoro ben fatto” è talmente radicato da spingere a far bene anche il
lavoro imposto, schiavistico. Il muratore italiano che mi ha salvato la vita,
portandomi cibo di nascosto per sei mesi, detestava i tedeschi, il loro cibo,
la loro lingua, la loro guerra; ma quando lo mettevano a tirar su muri, li
faceva dritti e solidi, non per obbedienza ma per dignità professionale.
E’ questa dignità
professionale che mi sono imposta nel
redigere la relazione e che chiedo a tutti qui presenti.
Non OBBEDIENZA ma dignità
professionale.
Perché un lavoro ben fatto
rende l’uomo migliore.

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