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mercoledì 28 maggio 2014

BALDETTI APPROVATA ALL'UNANIMITA'

Oggi il Consiglio Comunale ha approvato all'unanimità la relazione della Commissione da me presieduta sull'alienazione della Piscina Baldetti. UNANIMITA'.
Riassumo. Ho detto in breve qual è il nodo della questione: il ritardo nella cessione dell’area Baldetti  ha causato l’applicazione della penale e la condanna ad un pagamento in denaro . Ho detto della sentenza del lodo arbitrale di aprile 2014 che ci obbliga a pagare un milione e 400 mila euro. Ho spiegato in breve le due questioni tecniche che hanno assorbito energie ad amministratori e funzionari comunali per diverso tempo. 
 Ma le domande che ci siamo posti sono anche state queste:
non si poteva a maggio 2010 cedere immediatamente la Piscina Baldetti  e successivamente  approvare ill PUA e  fare il  versamento dell’iva ?  Per andare dal notaio a cedere l’area Baldetti era necessaria l’approvazione del Pua e il versamento dell’IVA?
Proposta al Consiglio Comunale:
A maggio 2013 Verbale accesso Guardia di Finanza per un fascicolo aperto dalla Procura della Repubblica.  Per tale motivo si ritiene che il lavoro effettuato dai commissari,  sia la presente relazione sia  le audizioni verbalizzate, che i documenti allegati venga trasmessa alle autorità competenti:
-          Procura Corte dei Conti
-          Procura della Repubblica

 Ora da Presidente è il momento di precisare che l’obiettivo della commissione:
 non è quello individuare eventuali colpevoli di questa situazione, non è il castigo e la pena che spetta ad altri deputati dalla legge.
Abbiamo voluto indagare le cause di questo contenzioso per cercare che questo non succeda più in futuro.
Vogliamo  contribuire a fare chiarezza su di una vicenda che rischia di penalizzare i cittadini che ci hanno eletti per amministrare il comune al meglio delle nostre possibilità. 
Siamo convinti che chi amministra il bene pubblico, consiglieri, assessori e dirigenti e dipendenti ciascuno nel suo ruolo devono avere la massima diligenza nello svolgere le proprie mansioni in rappresentanza di un Ente cioè di un insieme di cittadini. La finalità e’ stata quella di evitare che in futuro avvengano nuovi casi Baldetti .



E adesso è il momento delle considerazioni politiche che faccio non in quanto Presidente ma a titolo puramente personale. 

Abbiamo visto nascere un contenzioso da un contratto di importo notevole  e dalla natura tecnica complessa. Una convenzione che, a distanza di sette anni dall’approvazione da parte del consiglio, gli stessi dirigenti che hanno contribuito a farla approvare dandone parere FAVOREVOLE  dimostrano nelle audizioni effettuate  difficoltà nella ricostruzione dei fatti,  è qualcosa che stride fortemente con l’idea di buona amministrazione.  
Nessuna traccia scritta di nessun dirigente richieste di togliere quella penale. E una volta avuto l’atto di collaudo anziche’ notificare la nostra volontà di andare subito dal notaio a cedere abbiamo iniziato una serie di trattative coi privati , in uno stato di non parità, quasi come fossimo ricattabili.
Tutti ricattabili, ogni volta in consiglio i consiglieri col mal di pancia a votare Pua e stanziamenti iva perché sennò arriva la penale. I consiglieri sempre puntuali e ubbidienti a votare ma la penale è arrivata lo stesso.

Quanto ha contato per quei 14 consiglieri che hanno approvato il project e la convenzione nel 2005 il PARERE FAVOREVOLE di due dirigenti del Comune ?
Ufficio tecnico opere pubbliche e ragioneria?
Quanti l’avrebbero votata senza quel parere tecnico favorevole?
 Quanti hanno votato nel 2012 lo stanziamento dell’iva dopo essersi chiusi in una stanza (tra l’altro solo la maggioranza che è molto grave, cioè eravamo in consiglio e siete usciti dall’aula voi e i dirigenti e i revisori, allontanandovi dall’aula deputata alla discussione) e aver sentito il parere tecnico dei dirigenti e dell’Avvocatura civica?

Siamo consiglieri comunali. E per le decisioni che prendiamo non possiamo avere tutte le competenze , nessuno di noi sa tutto. E ci dobbiamo fidare.  Abbiamo idee politiche , ma dal punto di vista tecnico ci fidiamo dei Dirigenti.
 I dirigenti e le figure apicali della pubblica amministrazione dovrebbero mettere i consiglieri nelle condizioni di non sbagliare. E in questo caso, così non è stato.
E’ stato uno sbaglio votare quella PENALE.

Più volte è sembrato capire che un contratto da oltre dieci milioni di euro fosse gestito interamente da un'unica persona, come se quel contratto non avesse riflessi dirompenti in tutti gli altri settori del Comune, come fosse un ramo staccato dalla pianta.
Purtroppo quel ramo ha dato un frutto velenoso.

Ma quello che NON emerge dalla sbobinatura delle audizioni, a parte  il dibattito partecipato dei commissari , SONO I SILENZI. LE NON RISPOSTE. O risposte del tipo “ non me ne occupavo io” . Quello che è stato il mio personale sentore  è la mancanza di  processi organizzativi negli uffici, nell’assegnazione di compiti e nei passaggi di consegne.

Detto questo, ciò che emerge chiaramente è la situazione, a mio avviso drammatica, nella quale versa la pubblica amministrazione italiana. Questo caso rodigino potrebbe essere portato come esempio di scuola. 
 Siamo di fronte ad un ente pubblico, il comune, che si trova a dover stanziare nel bilancio previsionale, già difficile da far quadrare, un milione e 400mila euro. I cittadini di Rovigo, quest’anno, dovranno rinunciare a servizi pubblici e manutenzioni per un importo pari alla sentenza del lodo arbitrale dello scorso aprile. 

E questo perché? Per colpa loro? No. Sicuramente non per colpa loro. 

Per colpa di chi? Molti avrebbero desiderato un nome e cognome come risultato della Commissione , ma non spetta a noi . Al momento non vi è nessun colpevole. E potrebbero non essercene mai. Per diverse ragioni. Come illustrava la dott.ssa Targa  all’audizione un dirigente è colpevole solo se si dimostra colpa grave e cioè un’inescusabile negligenza , dall’assenza di un minimo di diligenza.  

Secondo me nessuno ha voluto cagionare volontariamente un danno all’Ente.

 Ma se dopo questo iter disastroso  non prevediamo delle correzioni, compiere una seconda volta lo stesso errore diventa inescusabile e doloso.

Ma al di là della volontarietà c’è una condanna ad un pagamento . Chi vi farà fronte? I 14 consiglieri che quel giorno avevano preso 60 € lordi?  

Ai dirigenti, in tutti questi anni sono stati distribuiti premi. Ognuno di loro è costato 100mila euro all’ente, ogni anno. Alcuni anni di più. Anche l’avvocatura civica è lautamente retribuita. Per non parlare dei segretari generali, abbondantemente sopra i 100mila euro l'anno. 
Gli assessori a tempo pieno prendono uno stipendio normale, da impiegati. Per non parlare dei consiglieri comunali, che di fatto fanno volontariato. La retribuzione dei dirigenti è così alta proprio perché, in teoria, il loro ruolo dovrebbe essere carico di responsabilità. La responsabilità dovrebbe essere proporzionale alla retribuzione. Oggi c’è un milione e 400mila euro da pagare. Però a mettere la mano nei portafogli saranno solo i cittadini di Rovigo. 

Questa complicata vicenda locale , si apre a considerazioni in campo nazionale, come l’assenza di chiarezza sulla distribuzione di ruoli, competenze e responsabilità sembra un vuoto normativo volontario per tutelare oltremodo le figure apicali della pubblica amministrazione, a tutti i livelli, in un rapporto malato tra politici e dirigenti a partire da Roma. 

L’organizzazione di questo Ente e di altri enti pubblici fa riformata, e si riforma partendo dal merito e dalla motivazione,  dall’onore di essere dipendenti del Comune. Non deve essere una condizione da tenere nascosta , ma un vanto. Faccio parte di un amministrazione che gestisce al meglio la mia città,  e non trascuro nulla dalla mansione di portineria al segretario generale. Qualsiasi criterio di gestione del personale dell’Ente che si discosti dalla meritocrazia crea danni immensi, economici e umani.

 Dove ai compensi corrispondano davvero le responsabilità, immediate, chiare. Non è in nostro potere farlo, qui, adesso. Ma è anche qui e adesso che dobbiamo renderci conto di questa necessità. Lo dobbiamo ai cittadini che ci hanno votato. Quelli che sborseranno un milione e 400mila euro, senza alcuna colpa. 
  
PRIMO LEVI intervista di Philip Roth
Ma ad Auschwitz ho notato spesso un fenomeno curioso: il bisogno del “lavoro ben fatto” è talmente radicato da spingere a far bene anche il lavoro imposto, schiavistico. Il muratore italiano che mi ha salvato la vita, portandomi cibo di nascosto per sei mesi, detestava i tedeschi, il loro cibo, la loro lingua, la loro guerra; ma quando lo mettevano a tirar su muri, li faceva dritti e solidi, non per obbedienza ma per dignità professionale. 

E’ questa dignità professionale che   mi sono imposta nel redigere la relazione e che chiedo a tutti qui presenti.
Non OBBEDIENZA ma dignità professionale.

Perché un lavoro ben fatto rende l’uomo migliore.

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