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mercoledì 13 novembre 2013

Facciamo fuori la Menon!


All’ordine del giorno in conferenza capigruppo una possibile  incompatibilità del consigliere Silvia Menon . Consigliere comunale e membro del collegio sindacale in una società partecipata.

Sono consigliere comunale d’opposizione da giugno 2011, eletta nella lista civica Rovigo si Ama.
La mia professione è quella di dottore commercialista e revisore legale.
Al momento dell’elezione ho dichiarato le mie cariche nei collegi  sindacali  ,  organo societario che verifica che legge e statuto siano rispettati dalle società e che il bilancio corrisponda al vero.  
La nomina in quest’organo si riceve per mandato fiduciario. Ma obblighi e responsabilità non sono solo verso la società, ma anche verso i terzi creditori e più in generale nell’interesse pubblico alla corretta gestione societaria.
E’ mio , in primis, l’onore di verificare incompatibilità tra la posizione di consigliere comunale e di componente  di collegio sindacale  .  Da sempre l’Anci e la giurisprudenza asseriscono che non vi è alcuna incompatibilità tra i due ruoli, anzi addirittura l’Anci afferma che un  sindaco potrebbe fare il revisore in una partecipata, nulla osta!
Ebbene dopo 3 anni in cui la mia posizione è invariata ( ho 1 carica nel collegio sindacale di una partecipata) e in cui la legge non è cambiata, dopo 3 anni si sollevano dubbi sulla mia incompatibilità derivanti da un articolo del 2000. 
Senza che esista alcun precetto normativo che espressamente preveda questa incompatibilità.
Si parla di nuove interpretazioni...
forse dopo 3 anni di opposizione appassionata e onesta , non solo politica ,  e’ venuto il momento  di cambiare interpretazione. 

 Perché in conferenza capigruppo all’ordine del giorno vi è la mia possibile incompatibilità e quindi la mia decadenza da consigliere comunale per presunta incompatibilità ? Perché il segretario comunale, Michela Targa, nominata segretario dal Sindaco Bruno Piva, ha chiesto al presidente del consiglio Paolo Avezzù che sia il consiglio a votare . La stessa Michela Targa che mentre la collega Monica Nale era sindaco in Asm Ambiente partecipata al 100% del Comune ha detto in consiglio comunale , il 17 aprile 2012, ed è verbalizzato, che non solo non vi è alcuna incompatibilità tra i due ruoli, ma  che la Nale poteva votare la delibera per il passaggio delle quote di Asm Ambiente, da Asm al Comune. La stessa Michela Targa non scrive di suo pugno che sono incompatibile ma si limita a sganciare la patata bollente ai consiglieri.
Perché fin da subito ho dichiarato  che vado in tribunale. Forse qualcuno spera che i consiglieri comunali di maggioranza colgano l’occasione per farmi fuori. 
Ora saranno i miei compagni di viaggio consiglieri ad assumersi una responsabilità così ampia con innegabili risvolti politici e legali. Solo avrei preferito che gli avversari mi affrontassero a viso aperto non cercando appigli nei corridoi per silenziarmi .
Chi ha interesse a portare avanti la vicenda?
Data la mia coerenza e la mia coscienza personale voglio assicurare tutti Giunta, consiglieri e dirigenti: niente può farmi stare zitta, niente può impedirmi di chiedere risposte al Comune o a Veneto Strade, nessuna velata pressione mi farà sospendere i lavori della Commissione d’inchiesta sulla Baldetti , niente mi fara’ rassegnare a vedere mal amministrata la mia città . Adesso sarò solo molto più decisa .
 Forse  do più fastidio ad alcuni  dirigenti, che a mio avviso hanno il vero potere in un Comune, piuttosto che ai miei colleghi del consiglio comunale. Con i quali sono spesso d’accordo, anche se del Pdl o comunque della parte opposta. La stessa Michela Targa  ha appena valutato di aver raggiunto tutti gli obiettivi nel 2012 per prendere il pieno del premio produttività. Quello che invece i dipendenti , che non guadagnano come lei circa 100mila euro l’anno, si possono scordare. Siamo di fronte a questo, nulla di più. Alla ribellione silenziosa e poco coraggiosa di una parte della dirigenza che vuole fare fuori chi sta dando loro più fastidio. E non mi stupirei che una delle ragioni fosse la commissione d’inchiesta sul project financing della ex piscina Baldetti di cui sono presidente. Per colpa del quale i privati ci hanno chiesto 7 milioni di euro tra penale e danni, e siamo all’arbitrato. Ma io ho fiducia nei miei colleghi del consiglio comunale, di maggioranza e di opposizione. Perché basta leggere le mie memorie con un’ampia giurisprudenza a sostegno, per capire che non vi è alcuna incompatibilità tra di due ruoli. E che non è prevista la decadenza per casi come questo. Sono serena. Questa triste vicenda altro non è che la conferma che quanto ho fatto finora è andato a segno.



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