Stamattina ho percepito nettamente il vuoto espandersi nel mio stomaco. E questa reazione è stata causata dalla lettura di un quotidiano, questo il titolo dell’articolo: “Coda e notte in bianco per l’iPhone 5”. Centinaia di persone si sono recate al centro commerciale dove , solo dopo la mezzanotte, si sarebbe iniziato a vendere il prezioso telefono. Alcune aspettavano da ore. Da qualche anno penso che il tempo sia la mia risorsa più scarsa e quindi preziosa. Impensabile sprecarlo, anzi proprio mi fa incazzare sprecare il mio tempo.
Lo so , sono vecchia, da quando sono nata. Queste cose succedono in tutta Italia, in tutta Europa e nel mondo. Ho il telefonino , un modello sfigato, molto spesso mi cade (subconscio?).
Forse di fronte ad un altro oggetto ( una borsa)mi sarei infervorata anche io, forse avrei detto “Cavolo ne vale la pena”. Questo pomeriggio non ho impegni, c’è il sole fuori ma che importa , chiamo un amico così inganno il tempo della coda. Resto qui buona buona in mezzo alle luci del centro commerciale , mi respiro l’aria "confezionata" finchè m’arriva il mal di testa (dopo 1 ora circa) , prendo l’aspirina, guardo quante cose posso comprare, che sono anche le cose che voglio comprare, che diventano subito le cose che devo comprare e poi il count down, come al veglione di Capodanno…dieci, nove otto…tre due uno! Lo prendo tra le mani e lo porto in cassa, il rumore meraviglioso del lettore del codice a barre, la sensazione di completezza del mio bancomat che s’infila a perfezione, il mio Pin … e via sento un impulso nuovo E’ La vita, mi sento VIVA!
E’ questo che mi rivolta. Ci sentiamo vivi solo all’atto del consumo. Questo è frustrante. Perché il consumo non è il male, ma è l’azione che porta a soddisfare un bisogno . E’ solo questo, semplicemente. Ma oggi si è invertito il procedimento e il nostro bisogno è consumare.
L’iPhone 5 o la borsa firmata mi hanno fatto una promessa. Quella di riempire la mia vita, quella di affascinare chi mi guarda, quella di rendermi sicura , forte , socialmente accettata e conforme.
Tutti prima o poi capiscono, o forse già lo sanno : è l’inganno, è la finzione, è la tristezza.
La verità sta da un’altra parte, lontano dal centro commerciale. E la felicità è solo nella verità.
San Francesco ci è andato molto vicino, ma io non posso aspirare a tanto, cavolo mi piace troppo mangiare bene . Il consumo non è peccato, il consumo e’ bello quando ha uno scopo, quando non è fine a se stesso.
E’ la nostra vita che dobbiamo consumare, e lo voglio fare alla grande, in coda stateci voi!

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