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sabato 26 novembre 2011

DELPHI 2011 - Il futuro dell'Italia






S3.Studium è un prestigioso ente con una mission ambiziosa e bellissima: rinnovare le organizzazioni per migliorare la qualità del lavoro e della vita , formando professionisti e promuovendo nuovi legami tra impresa, università, cultura e politica.  Dal 1989 continua l’iniziativa dell’OSSERVATORIO PREVISIONALE SUL FUTURO DELL’ITALIA : ogni anno un’accurata ricerca applicando una variante del metodo Delphi, che consiste nella consultazione separata ed anonima di un gruppo  di 10 massimi esperti, diciamo pure dei lumi.
Che cosa è emerso con il Delphi 2011? Quali previsioni di cambiamento?
1.       L’individuo non è solo : all’orizzonte c’è un’epoca in cui i legami sociali saranno più forti, le iniziative collettive più tenaci, le solidarietà più estese. Un contributo in tal senso verra’ dai social network e dal web partecipativo. In futuro le relazioni virtuali si combineranno con quelle fisiche. Ci sarà un risveglio della creatività che metterà in discussione le regole e spazzerà via le passività che hanno dominato noi tutti.
2.       Il movimento per i beni comuni . Dopo la mobilitazione collettiva a cui abbiamo assistito, del movimento a difesa dell’acqua pubblica , sfociato nella vincente campagna referendaria, si costringerà la politica a confrontarsi con altri beni comuni : con l’uso del territorio (blocco del consumo di territorio, raccolta differenziata), con l’uso della conoscenza (ricerca, istruzione), con l’uso delle risorse alimentari e infine, con il lavoro visto come bene comune.
3.       L’Italia continuerà a non investire nella sua naturale vocazione: la cultura. E dal settore pubblico verranno cancellati molti posti di lavoro  precari e dalle imprese vi saranno richieste di professionisti della conoscenza come lavoratori autonomi e non come dipendenti.
4.       Giovani :  saranno pochi i giovani , rispetto agli anziani, e per questo avranno minore peso politico . I movimenti giovanili diverranno pragmatici , senza una visione complessiva della società, potranno intraprendere un impegno politico, ma eviteranno di assumere forma analoghe ai partiti.
5.       Social network : i social network , nati l’altro ieri, hanno già una loro storia.  Nella prima fase di diffusione di Facebook la tendenza è stata di aumentare a dismisura le connessioni, tutte molto superficiali, ma in futuro si intenderà la relazione come valore e si ricercherà la profondità. Si tenderà a “condividere la vita”, se una persona mi interessa arriverò a condividere le esperienze più intime ( luoghi amati, tempo libero, relazioni sentimentali). Ma questa forte empatia porterà da una parte  ad abbassare ulteriormente la soglia morale della nostra società e dall’altra a creare un nuovo debole concetto di amicizia in grado di influenzare inconsapevolmente  le nostre scelte. E di questo si stanno già occupando gli addetti di marketing, saremmo sempre più diffidenti dalle pubblicità esplicite, ma del tutto privi di filtri di fronte ai consigli degli amici. Il social network (che sia di proprietà della Cia o no) è potere, e questo potere sarà spendibile anche fuori della rete.
Non ci resta che ripescare il Delphi 1993 e vedere se prevedeva il ventennio che ci siamo  cuccati !

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