La domenica mattina , P.zza Vittorio, è frequentata da coppie di genitori con bimbi piccoli che si godono il liston, il monumento in arrampicata e il negozio Dolcezze ...per loro nessuno dell'odierna amministrazione ha mai pensato ad organizzare qualche piccolo spettacolo ( burattini, giochi di una volta, animazione) anche con una minima spesa. Nulla.
Ebbene questo è il risultato del testinaggio della Voce ( un quesito posto a diverse teste presenti in piazza domenica 23 marzo) sull'arrivo di 40 profughi.
State bene attenti che questi genitori hanno risposto senza prepararsi, sul momento, magari finchè con la coda dell'occhio controllavano i pargoli.
SEZIONE: POLITICA PROVINCIALE
Estratto da pagina 3 di VOCE DI ROVIGO del 24-03-2014 - Autore: G.c.
REAZIONI Ok all'accoglienza: "Però senza integrazione sarebbero una zavorra"
A preoccupare è il dopo emergenza
Mano tesa ai profughi. Dopo la notizia dell'imminente arrivo di una quarantina di profughi
stabilita dal ministero dell'Interno e dalla prefettura, e la conseguente protesta di sabato
mattina di un gruppo di leghisti davanti a palazzo Celio per ribadire la loro contrarietà
a questo arrivo, il parere di una parte dei cittadini rodigini sembra alquanto ponderato
e più obiettivo rispetto alla netta presa di posizione della Lega della senatrice Munerato
e di Contiero. Ieri mattina in piazza Vittorio Emanuele alcuni cittadini hanno espresso
il loro parere in merito a questa faccenda che tocca da molto vicino anche Rovigo.
"Secisonolestrutture, perché non accoglierli?", il primo commento di Elena Vallin.
"Credo che se c'è la possibilità di ospitarli, si possa fare. Il problema semmai sorgerà dopo.
Se mancherà una rete per integrarli nella nostra società diventeranno una za vorra.
Quindi bisognerebbe porsi il problema del dopo". A fargli eco Gianpaolo Rizzo:
"Credo che la loro situazione di emergenza sia comprensibile, visti i posti da dove provengono.
Da parte nostra dobbiamo cercare di accettarli e accoglierli.
Certo è che il problema non riguarda solo l'Italia, in quanto paese di confine, ma tutta l'Europa.
Bisognerebbe attuare una politica europea che possa far fronte a questa emergenza".
Molto più schietto Marco Frigato: "Non sono bene informato della cosa.
Ma non avrei nessun problema in quanto ad accoglierli. Anzi, il problema siamo noi,
dato che la causa delle guerre nelle zone da cui provengono dipende da noi, dai Paesi
che forniscono loro le armi".
"Siamo stati noi i primi ad emigrare spiega Jacopo Renai - e credo che abbiano diritto
anche loro ad essere accolti. Il problema che si pone ritengo sia istituzionale, inerente la loro gestione".
"Per me non ci sarebbe nessun problema", afferma Paolo.
Il suo amico Stefano incalza: "II discorso è: siamo capaci ad accoglierli?
Il problema semmai viene dopo". Favorevole all'accoglienza anche Laura Brogiato:
"Sono persone che hanno bisogno di aiuto, quindi ritengo che accoglierli sia un segno di civiltà". G.C.
stabilita dal ministero dell'Interno e dalla prefettura, e la conseguente protesta di sabato
mattina di un gruppo di leghisti davanti a palazzo Celio per ribadire la loro contrarietà
a questo arrivo, il parere di una parte dei cittadini rodigini sembra alquanto ponderato
e più obiettivo rispetto alla netta presa di posizione della Lega della senatrice Munerato
e di Contiero. Ieri mattina in piazza Vittorio Emanuele alcuni cittadini hanno espresso
il loro parere in merito a questa faccenda che tocca da molto vicino anche Rovigo.
"Secisonolestrutture, perché non accoglierli?", il primo commento di Elena Vallin.
"Credo che se c'è la possibilità di ospitarli, si possa fare. Il problema semmai sorgerà dopo.
Se mancherà una rete per integrarli nella nostra società diventeranno una za vorra.
Quindi bisognerebbe porsi il problema del dopo". A fargli eco Gianpaolo Rizzo:
"Credo che la loro situazione di emergenza sia comprensibile, visti i posti da dove provengono.
Da parte nostra dobbiamo cercare di accettarli e accoglierli.
Certo è che il problema non riguarda solo l'Italia, in quanto paese di confine, ma tutta l'Europa.
Bisognerebbe attuare una politica europea che possa far fronte a questa emergenza".
Molto più schietto Marco Frigato: "Non sono bene informato della cosa.
Ma non avrei nessun problema in quanto ad accoglierli. Anzi, il problema siamo noi,
dato che la causa delle guerre nelle zone da cui provengono dipende da noi, dai Paesi
che forniscono loro le armi".
"Siamo stati noi i primi ad emigrare spiega Jacopo Renai - e credo che abbiano diritto
anche loro ad essere accolti. Il problema che si pone ritengo sia istituzionale, inerente la loro gestione".
"Per me non ci sarebbe nessun problema", afferma Paolo.
Il suo amico Stefano incalza: "II discorso è: siamo capaci ad accoglierli?
Il problema semmai viene dopo". Favorevole all'accoglienza anche Laura Brogiato:
"Sono persone che hanno bisogno di aiuto, quindi ritengo che accoglierli sia un segno di civiltà". G.C.
Nei giorni seguenti dichiarazioni preparate e meditate dei politici, nessuna all'altezza per contenuti
degli interventi di questi genitori.( vabbè uno me lo sono pure sposato) però questo la dice lunga
sull'anima della mia città e sul fatto che non è rappresentata politicamente.
Molto più limitati i nostri politici.
degli interventi di questi genitori.( vabbè uno me lo sono pure sposato) però questo la dice lunga
sull'anima della mia città e sul fatto che non è rappresentata politicamente.
Molto più limitati i nostri politici.

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